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Terrestre_movement in stil life from Gemelli Kessler on Vimeo.

TERRESTRE _ MOVEMENT IN STILL LIFE

Che cosa del tempo se non la sua qualità.

Terrestre è una figura colta in atto di ri-composizione-evoluzione, reminiscenza e straniamento. Nell’attualizzazione del suo pensiero-movimento, un corpo sta tra le scansioni ritmiche, di colore ed intensità, come in un maestoso tentativo di equilibrio fra ciò che è, ciò che è stato, e ciò che potrebbe essere… Sembra sostenersi in virtù della sua stessa instabilità. Nella precarietà del suo sostegno, trova l’equilibrio. Mira all’essenzialità per purezza di forma, che il contenuto di una rinascita sa imprimere. Movimento del corpo e della mente che rinnova le immagini per non rimanere chiuso nella storia. Ma al contrario, aprirsi alle possibilità ellittiche offerte dalla memoria biologica dell’umano e dalla sua natura terrestre. A traiettorie incostanti e di velocità variabile.
Il suo tempo ha una presenza liquida e scandisce il dialogo con la memoria fuoriuscendo e rientrando per interstizi articolari, prolungamenti della colonna vertebrale, dispiegamento e vibrazione degli arti.

Che cosa dello spazio se non la sua quantità.

In un luogo atono per saturazione, uniforme per disomogeneità delle forme, in un continuo ribaltamento dello zenit e del nadir, la memoria circoscrive con i movimenti la scena della sua rappresentazione, ma non lascia modo di intravedere alcuna fine alle sue possibili (virtuali) rappresentazioni. Anzi nella sua quantificazione spaziale, la memoria agisce per scegliere, dividere e compenetrare alcune delle immagini generate dal ricordo biologico, e le attualizza in un unico luogo. In una casualità assolutamente non caotica, dove le potenzialità dell’azione non si esplicano per intero, la memoria si sente libera dalle limitazioni imposte dall’interazione di un corpo con uno spazio determinato, dalle limitazioni imposte dall’interazione di un pensiero con il suo ricordo (pre)determinato, e può finalmente tentare di rappresentare se stessa.

CREDITI
Titolo dell’opera: Terrestre_movement in still life
Autori: Maria Celeste Taliani, Simona Bertozzi, Marcell Briguglio
Regia: Maria Celeste Taliani
Coreografia e danza: Simona Bertozzi
Suono: Roberto Passuti
Fotografia: Marco Cavallo, Dominga Colonna
Produzione: Riccione TTV
Durata: 10 minuti
Anno di produzione: 2008
Genere: Video danza

English version

TERRESTRIAL – MOVEMENT IN STILL LIFE

What of time if not its quality.

A terrestrial character is one caught in an act of re-composition-evolution, reminiscence and alienation. When updating its thought/motion, the body moves within rhythmic articulations of colour and intensity, as though masterfully attempting to balance what it is, what it has been, and what it could be. It seems to maintain itself by virtue of its intrinsic instability. It is in the precariousness of its sustainability that it finds balance. It aims at what is essential for purity of form, where the content of a rebirth knows how to leave an impression. A movement of both the body and the mind which constantly renews imagery in order to not remain imprisoned in the past. It opens itself to the elliptical possibilities offered by human biological memory and its own terrestrial nature. It follows nonlinear trajectories of variable velocities. Its very presence is fluid and marks the time of the dialogue with memory which spills over and returns to pronounce interstices, extensions of the spinal column, as well as deployment and vacillation of the limbs.

What of space if not is quantity.

In a place which is at ease with saturation, uniform in the non homogeneity of its shapes, in a continuous state of overturning the zenith and the nadir, memory marks out its area of representation with movement but does not allow a glimpse of even (virtual) possibilities of where its representation could end. In fact, in its spatial quantification, memory behaves in such a way as to choose, divide and pervade some of the images generated by biological memory, and updates them in a single place. In a causality which is by no means chaotic, where the potential of action is never fully clarified, memory feels itself to be free from the limitations forced upon it by the interaction between a body and a demarcated space, free from the limitations forced upon it by the interaction between a thought and its (pre)determined past, and it can finally try to represent itself.

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